DIMOSTRAZIONE_132:
DELLA RAPPRESENTAZIONE_SECONDA, NORMALE_SETTIMA, FENOMENOLOGICA_DODICESIMA
la presente dimostrazione, che pone anche la dim_134, si
collega alla dimostrazione dim_133, e dovrebbe consentire un’accesso immediato
[nel senso di veloce] alla certezza dell’esistenza di dio, trae spunto dalla
seguente esperienza: l’uomo, che cammina all’interno di una casa, attraversa
diverse stanze: egli cioè si muove all’interno di una rappresentazione. ma
secondo la condizione della standard_normalità della conoscenza, così come
posta dalla metafisica_epistemica, e di facile intuizione, la rappresentazione
dovrebbe essere non solo attiva_manipolabile [mi muovo all’interno di ciò che
vedo, e anche lo tocco e lo manipolo], bensì anche [e innanzitutto] passiva: la
realtà è data, e la percezione solo la riproduce, senza calarsi in essa [senza
potersi calare in essa] e senza modificarla [è chiaro infatti che (utilizzo di
metafora) “dio è un re che non può
segare le gambe del suo trono”]. per cui deve esistere nell’uomo anche la
rappresentazione passiva della realtà, e poiché essa [tale rappresentazione]
non appare, la configurazione dell’apparire all’uomo è evirata [non apparenza
di una dimensione della conoscenza, oltre che di (numerose) altre] e quindi non_normale:
deve, dunque, esistere una volontà, che limiti nell’uomo il suo campo della
rappresentazione, ed essa è la volontà di dio, sovrapposta alla condizione
dell’uomo e manipolante [limitante] la stessa.